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…FRA I SENTIERI DELL’ARTE…

“Come Via nessuna Via… come Limite nessun Limite”

L’arte è fondata sull’imprevedibilità, poiché la tattica del Ninja non offre guardie classiche o fisse riconoscibili e quindi si scopre essere il proprio avversario un Ninja quando ormai è troppo tardi….
La mentalità di un Ninja che deve compiere una qualunque tipo di azione, sia essa un sabotaggio, un pedinamento o un assassinio mirato, considera il combattimento come una perdita di tempo o come un momento di vulnerabilità, che deve quindi essere ridotto al minimo.
Un Ninja se può evita il combattimento allontanandosi, ma se costretto alla lotta, combatte con tecniche molto violente mirate a concludere la disputa il più velocemente possibile.
Non è tanto la tecnica che un’apprendista Ninja deve sviluppare, quanto il pensiero, la mentalità dell’Arte e abbracciare i suoi principi.
Primo fra questi è la segretezza assoluta degli insegnamenti ricevuti e dei nomi dei praticanti del suo stesso Clan.
Non è molto importante a quale scuola di combattimento il Ninja sia stato educato, quello che rende un Ninja superiore ad un altro guerriero è il misterioso potere che egli acquisisce tramite la recita del Kuji (Che si sviluppa partendo da 9 Kanji basilari), la così detta magia Shinobica.
In questo caso non importa con quale tecnica il Ninja combatta, l’importante è che questa tecnica sia stata raffinata e che possegga mosse fatali per concludere il combattimento.
Pur essendo un “Camaleonte Sociale” un Ninja conduce in realtà una vita molto ascetica e solitaria.
Possiede molti “Alter Ego”, essendo stato addestrato a variare personalità e addirittura aspetto fisico, ma l’aspetto vero, cioè l’essere un praticante della Via, rimarrà dentro di lui per tutta la vita e non sarà mai mostrato.

Alle Kunoichi viene subito insegnato come conoscere i punti deboli emotivi del proprio avversario, come muoversi in posti sconosciuti, come poter infiltrarsi e mimetizzarsi in gruppi di persone, come ottenere informazioni senza violenza, anche senza usare la magia del Kuji.
Queste tecniche sono esclusivamente mentali e psicologiche, ma esse diverranno secondarie di fronte alla recita del Kuji: lo spirito cioè, arriva là dove la mente e il fisico si fermano…

Al tempo d’oggi coloro che possono definirsi Ninja sono praticamente pochissimi.
Tanto per cominciare un Ninja non ammetterebbe mai di esserlo… con un minimo di intelligenza chiunque capirebbe che questa ammissione sarebbe controproducente per il Ninja stesso.
Molti guerrieri sono veramente abili fisicamente e con l’uso delle armi, ma ciò non significa essere veramente un Ninja.
Nessuno (O veramente uno su milioni!) di questi individui possiede capacità fisiche e magiche neppure lontanamente simili a quelle che possedevano i veri Ninja del Giappone del 1500/1600.

Come se non bastasse, vi è una serie infinita di palestre, associazioni, clan, gruppi e via dicendo che utilizzano nomi di antichi maestri (Il più delle volte neppure mai visti…) per accrescere la loro popolarità e attrarre più allievi possibili, in fondo con il solo obiettivo di poter pagare le bollette della palestra e potersi godere le vacanze al mare in agosto.
Come molte arti superiori presenti in questo pianeta, ricordo che il vero insegnamento non chiede NULLA in cambio, né soldi né favori.
Usare la propria Arte per guadagnarsi da vivere, significa essere mercenari di se stessi e abbassare l’Arte al livello di un qualsiasi altro lavoro… ed alla fine tale diventerà.
Altro punto fondamentale è che l’Arte ha un principio di Adattabilità ai tempi, cioè è in continuo sviluppo e ammodernamento.
Questa considerazione ci porta a comprendere che i metodi spionistici e psicologici di un Ninja moderno non possono più essere gli stessi di quello di un Ninja giapponese di 500 anni fa.
La società si è evoluta arrivando alle onde radio e anche oltre, e un Ninja attuale certo non può usare gli stessi strumenti spionistici del suo omonimo feudale.
Studiare l’Arte e le sua tradizione (Kofu) può essere divertente e eccitante, ma diventa del tutto limitata davanti alle tecnologie moderne. Si pensi solo, per fare l’esempio più stupido e semplice, il tempo che occorrerebbe per mandare un uomo a riferire un messaggio da Milano a Palermo e il tempo che ci metterebbe una mail inviata per computer.

Per concludere proprio per dare il colpo di grazia, voglio ricordare che il Ninpo o Ninjutsu è ormai divenuto una multinazionale come la McDonald, dove un buon 95% dei cosidetti Soke saprebbe solo insegnare la frase più famosa del XX° secolo: "Gli affari sono affari!".